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Ersi, Menna: Io resto dalla parte dei sindaci e dei cittadini

06 agosto 2026 - 15:31

(ACRA) - "Sento il dovere di prendere pubblicamente le distanze da quanto accaduto nella Commissione che ha esaminato il documento dell’ERSI. La mia posizione è stata chiara fin dal primo momento e non è mai cambiata. Nella riunione della minoranza ho espresso con convinzione la necessità di rispettare l’impegno assunto con i sindaci del Chietino, che avevano condiviso e sottoscritto il percorso dei due ambiti. Su temi fondamentali come la gestione dell’acqua, bene pubblico essenziale, non dovrebbero esistere guerre ideologiche né logiche di schieramento. La politica ha il dovere di dimostrare responsabilità istituzionale, soprattutto in un momento storico in cui cresce la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni e sempre più persone scelgono di non recarsi alle urne. La credibilità si conquista con la coerenza e con il rispetto della parola data. Per questo motivo, se fossi stato componente della Commissione e avessi avuto la possibilità di votare, avrei votato a favore del documento insieme alla maggioranza. Non per sostenere la maggioranza stessa, ma per sostenerne una scelta giusta nell’interesse del territorio, per senso delle istituzioni, per rispetto degli impegni assunti e, soprattutto, per tutelare gli interessi dei cittadini e dei sindaci che avevano chiesto quella soluzione. Mi ha sorpreso la posizione del Collega Giovanni Cavallari che ha preferito, insieme ai consiglieri di Teramo, di uscire dall'aula e non sostenere i due ambiti, nonostante nella riunione di minoranza sembrava pendere per il voto ai due ambiti. Tuttavia, desidero essere altrettanto chiaro: questo episodio non incrina minimamente il rapporto personale e politico che ci lega. Giovanni resta un collega e un amico con il quale continuerò a confrontarmi con rispetto e lealtà, pur nella diversità di vedute che, in democrazia, è sempre legittima. C’è però un fatto che considero infinitamente più grave della diversa valutazione politica. Un mio intervento, scritto all’interno di una chat privata riservata ai sindaci, è stato copiato e trasmesso a una testata giornalistica, tra l'altro di Teramo. Un comportamento che giudico gravissimo sotto il profilo istituzionale e umano. Mi chiedo chi lo abbia fatto e, soprattutto, perché. Per alimentare divisioni? Per creare tensioni? Per difendere interessi di partito? Oppure con il preciso intento di mettere uno contro l’altro me e Giovanni Cavallari? Se questo era l’obiettivo, posso dire con assoluta serenità che il tentativo è miseramente fallito. Con Giovanni continueremo a confrontarci, anche quando avremo opinioni diverse, perché il rispetto reciproco viene prima delle differenze politiche. Alla fine resta soltanto un gesto misero, che ha avuto come unico risultato quello di tentare di colpire Giovanni Cavallari, il quale, tra l’altro, è completamente estraneo alle vicende del Chietino e agli impegni assunti con i sindaci di quel territorio. La questione riguardava esclusivamente il rispetto della parola data agli amministratori del Chietino e non certo il collega Cavallari, il cui coinvolgimento in questa polemica appare del tutto strumentale. Qualunque sia stata la motivazione, il metodo resta inaccettabile. Chi ricopre incarichi istituzionali dovrebbe essere garante della correttezza, della riservatezza e della lealtà nei rapporti tra amministratori. Tradire la fiducia di una chat privata per alimentare polemiche politiche significa anteporre gli interessi di partito a quelli delle istituzioni e dei cittadini. Io non ho alcun problema a sostenere pubblicamente quello che penso. Le stesse cose che ho scritto in quella chat le ripeto oggi, senza cambiare una virgola. Non mi sono mai nascosto e non inizierò certo adesso. Continuerò a fare politica seguendo un principio semplice: prima vengono i cittadini, poi i territori e solo dopo gli interessi dei partiti. Anzi, nel mio caso, i partiti vengono dopo gli impegni assunti con le comunità che rappresento. Mi interessa poter guardare negli occhi i sindaci e i cittadini sapendo di aver mantenuto la parola data. La politica ha bisogno di recuperare credibilità. E la credibilità non si costruisce con tatticismi, fughe dall’Aula, giochi di palazzo o fughe di notizie da chat private. Si costruisce con la coerenza, con il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e con il rispetto degli impegni presi. È questa la politica in cui credo e che continuerò a praticare, anche quando significa andare contro le convenienze del momento". E' quanto si legge in una nota del consigliere regionale Vincenzo Menna. (com/red)

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