Incendi, Monaco: Servono Protezione civile riformata e piano regionale per crisi climatica
19 agosto 2026 - 08:54

(ACRA) - "L’Abruzzo brucia e il cuore si stringe nel vedere la nostra terra ferita dall'ennesimo disastro. È una realtà drammatica che sto vivendo in prima persona, da cittadino e da Sindaco di Rosello, con il grave rogo che ha colpito la località di Valle Amara, al confine con il comune di Roio del Sangro, arrivando a minacciare da vicino un patrimonio inestimabile come la nostra Abetina. Vedere i boschi trasformarsi in inferni di cenere non è solo una tragedia ambientale: è una ferita carnale per chi queste montagne le ama, le difende e le vive ogni giorno. Ma di fronte a questo scempio non possiamo continuare a versare lacrime di circostanza. Serve una profonda, impietosa operazione di verità. Dobbiamo dirlo con estrema chiarezza: al netto delle gravissime responsabilità dolose o colpose riconducibili all'azione di criminali, delinquenti e sciacalli che non si rendono conto della devastazione che causano, verso cui servono controlli spietati e pene severe, questi eventi estremi accadranno sempre più spesso nei prossimi anni a causa della crisi climatica in atto. Non siamo di fronte a tragiche fatalità isolate, ma a un'emergenza strutturale destinata a peggiorare se non cambiamo radicalmente approccio e visione politica. Durante i momenti più critici dell'emergenza ho avuto un confronto costante con il Direttore della Protezione Civile Regionale, Maurizio Schelli, verso il quale va il mio ringraziamento per la disponibilità e il lavoro svolto. Tuttavia, la verità va detta a testa alta: anche il professionista più valido si ritrova a combattere a mani nude se viene messo a capo di una vera e propria scatola vuota. Se in questo contesto si sono potute tamponare alcune situazioni, lo si deve all'impegno e ai contatti diretti messi in campo, ma le doti dei singoli non possono e non devono supplire alla carenza di una struttura organizzata. L'attuale impianto della Protezione Civile regionale appartiene a un passato superato e va completamente rifondato.
Sulla pelle delle aree interne si è consumato un vero e proprio delitto politico. A peggiorare la situazione negli anni è stata la progressiva ritirata dello Stato e della Regione: il colpevole ridimensionamento del Corpo Forestale dello Stato con la chiusura dei Comandi Stazione e lo scellerato smantellamento delle Comunità Montane, avvenuto sotto la Giunta Chiodi, hanno privato i nostri territori di un presidio fondamentale per la manutenzione del territorio, dei boschi e il monitoraggio capillare. A questo si aggiungono lo spopolamento della montagna e l'abbandono dell'agricoltura e della pastorizia tradizionali, processi che hanno progressivamente sottratto ai nostri monti quelle "sentinelle naturali" che per secoli hanno garantito la custodia, la pulizia e la cura quotidiana del territorio. Oggi paghiamo a caro prezzo il conto di quell'abbandono e di quelle scelte sbagliate, con montagne lasciate sguarnite e indifese.
Oggi anche gli stessi ed efficientissimi Canadair rischiano di essere superati dalle nuove tecnologie e dai limiti operativi nei contesti più impervi: servono mezzi aerei di nuova generazione, più flessibili, veloci e specifici per il soccorso montano. Ma soprattutto risulta inconcepibile che una regione come la nostra, custode di ben 25 riserve naturali regionali, tre parchi nazionali, un parco regionale e dotata di una propria infrastruttura aeroportuale, debba vedere partire i Canadair dalle basi di Roma invece che dal proprio aeroporto di Pescara. È inaccettabile perdere un tempo prezioso nei trasferimenti quando si potrebbe avere un presidio aereo operativo direttamente sul territorio per intervenire tempestivamente. Oltre ai mezzi aerei, serve costruire la risposta a terra. La Regione deve smettere di arroccarsi nei palazzi e iniziare a investire direttamente sui Comuni, fornendo agli enti locali i fondi necessari per realizzare e mantenere le strade tagliafuoco e costruire una rete capillare di bacini idrici dedicati nei punti strategici della montagna, al fine di azzerare i tempi morti nei rifornimenti di elicotteri e autopompe. Parallelamente alla prevenzione, serve una linea d'azione inflessibile sul fronte della sicurezza. Chi appicca il fuoco commette un atto criminale che mette a rischio vite umane, distrugge l'economia locale e cancella anni di patrimonio naturale: occorrono controlli capillari sul territorio, anche mediante tecnologie di monitoraggio, e l'applicazione di pene aspre, severe e certe, senza sconti né impunità per chi brucia il nostro futuro.
Come Gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio Regionale sosterremo un'azione concreta e articolata su due pilastri imprescindibili: la rifondazione della Protezione Civile Regionale, per trasformarla in una struttura moderna capace di fare squadra per davvero con i Comuni, e l'approvazione dell'indispensabile Piano Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, uno strumento d'azione fondamentale e non più rinviabile per salvaguardare il nostro ecosistema, prevenire i disastri ambientali e contrastare con misure strutturali il dissesto idrogeologico. Non possiamo più permetterci di rincorrere l'ennesima tragedia o di lasciare i territori a gestire il vuoto: per salvare l'Abruzzo servono prevenzione vera, investimenti reali e la responsabilità politica di pianificare il futuro prima che sia troppo tardi. La mia vicinanza e il mio pensiero profondo vanno in queste ore alle tante comunità abruzzesi colpite, a partire da quelle sul Monte Morrone e nelle diverse aree della nostra regione che stanno vedendo il proprio territorio divorato dalle fiamme, con l'augurio accorato che tutti i roghi possano essere presto domati e spenti. Un sincero ringraziamento va agli operatori, ai Vigili del Fuoco, ai volontari e a tutte le forze impegnate senza sosta sul fronte del fuoco per proteggere la nostra terra: siete l'Abruzzo migliore, ma la politica deve smettere di trasformare il vostro valore nell'alibi per le proprie inadempienze". E' quanto si legge in una nota del consigliere regionale di AVS, Alessio Monaco. (com/red)