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Asl Pescara, Blasioli sul caso del mancato rinnovo di contratto a un'infermiera incinta

20 agosto 2026 - 08:43

(ACRA) - "La vicenda raccontata da Il Centro è raccapricciante. Nel 2026 siamo ancora costretti a discutere di una donna incinta che, nel momento in cui dovrebbe essere tutelata, si ritrova invece a dover difendere davanti a un giudice il proprio diritto al lavoro". Lo afferma il Vice Presidente del Consiglio regionale abruzzese, Antonio Blasioli, intervenendo sul caso dell’infermiera dell’Asl di Pescara al centro della sentenza del giudice del lavoro, che ha riconosciuto il carattere discriminatorio del comportamento contestato all’azienda sanitaria e disposto l’assunzione della lavoratrice. "C'è un dato che non può essere ignorato – prosegue Blasioli –. Secondo quanto emerge dalla sentenza, la Asl non è riuscita a chiarire le ragioni organizzative per le quali, a fronte della proroga del contratto riconosciuta ad altri sette colleghi, tutti assunti con le stesse modalità, alla lavoratrice non sia stato riservato lo stesso trattamento. E questo diventa ancora più grave alla luce del fatto che la donna era incinta. Ora l’Asl ha annunciato il ricorso in appello. Non intendiamo entrare nel merito della scelta dell'azienda di impugnare la sentenza, che naturalmente rientra nelle sue prerogative. Ma non possiamo far finta che non esista un problema politico e istituzionale. Siamo davanti a una sentenza di primo grado che ha evidenziato una discriminazione e che ha rilevato l'assenza di una prova delle ragioni organizzative alla base della diversa decisione assunta nei confronti di questa lavoratrice. L'appello non è un nuovo primo grado di giudizio e non può essere semplicemente utilizzato per colmare, a posteriori, lacune istruttorie già emerse". Per questo Blasioli annuncia una specifica commissione di vigilanza per chiedere all'assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, di riferire in Consiglio regionale e alla Commissione regionale Pari Opportunità di occuparsi della vicenda, per quanto di propria competenza. «Non vogliamo sostituirci ai giudici né entrare nel merito del contenzioso. Tuttavia, se un giudice ha ritenuto che ci siano stati elementi di discriminazione, credo sia doveroso per la politica regionale capire cosa sia accaduto e quali siano state concretamente le valutazioni che hanno portato a una decisione diversa nei confronti di questa infermiera. Una ASL è un'azienda sanitaria pubblica della Regione Abruzzo – aggiunge il Vice Presidente – e proprio per questo dovrebbe essere la prima a dare il buon esempio nel rispetto delle pari opportunità, nella tutela della maternità e nella lotta a ogni forma di discriminazione. C'è poi una questione politica più generale che non possiamo eludere. Da anni la destra continua a minimizzare o persino a negare che nel mondo del lavoro esista ancora una discriminazione tra uomini e donne. Ecco, questa vicenda dimostra esattamente il contrario: siamo ancora molto lontani da una reale parità. Una donna non può essere considerata un problema organizzativo nel momento in cui rimane incinta". "È inutile, dunque, – conclude Blasioli – parlare continuamente di incentivi alla natalità, di sostegno alla famiglia e di politiche per convincere le donne ad avere figli, se poi, nella realtà del mondo del lavoro, una donna incinta rischia di vedersi trattata diversamente dai propri colleghi. La maternità non può diventare una penalizzazione professionale e una pubblica amministrazione dovrebbe essere la prima a dimostrarlo con i fatti". (com/red)

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