Riforma elettorale, 375 emendamenti del M5S: difenderemo la rappresentanza dei territori
10 settembre 2026 - 15:31

(ACRA) – “Abbiamo depositato 375 emendamenti alla proposta di modifica della legge elettorale regionale voluta da Marsilio. È la risposta politica, netta e coerente, del Movimento 5 Stelle a una riforma che non nasce dalle esigenze degli abruzzesi, ma dalla volontà di un presidente di stravolgere le regole del gioco a vantaggio della sua parte politica per tentare di non perdere le elezioni nel 2029”, dichiarano il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri, e la consigliera Erika Alessandrini. “Mentre l’Abruzzo affronta una sanità in affanno, tasse più alte, una crisi industriale sempre più grave, la fuga dei giovani e il progressivo impoverimento delle aree interne – osservano - Marsilio considera prioritaria la legge elettorale. Una riforma che appartiene alla sua agenda politica fin dalla prima legislatura, ma che per anni è rimasta ostaggio delle divisioni del centrodestra. Anche oggi il presidente è costretto a riunire ripetutamente la maggioranza per contarsi, perché è evidente che non tutti condividono questo progetto”. “Nonostante ciò – proseguono - continua a spingere sull’acceleratore e mette ancora una volta sotto scacco la sua stessa coalizione, pretendendo che il Consiglio regionale si occupi delle sue convenienze politiche anziché delle difficoltà quotidiane degli abruzzesi”. I consiglieri pentastellati “mettono quindi in evidenza le conseguenze del collegio unico regionale” si legge ancora nella nota “la cancellazione delle quattro circoscrizioni provinciali elimina la garanzia di una rappresentanza equilibrata dei territori. Non supera il campanilismo, come sostiene Marsilio, ma sposta la competizione verso le aree a maggiore densità di popolazione e favorisce chi dispone già di notorietà, organizzazione, risorse economiche e reti di consenso estese. Con le nuove regole proposte da Marsilio – proseguono - si potrebbe arrivare ad avere una lista composta da candidati di una sola area della regione, dove si pensa di raccogliere più voti, lasciando senza rappresentanza il resto dei territori. Ogni consigliere regionale ha già il dovere di rappresentare l’intero Abruzzo e di affrontare le questioni provenienti da ogni parte della regione. Se alcuni esponenti del centrodestra si limitano a coltivare il proprio recinto elettorale, Marsilio dovrebbe affrontare il problema all’interno della sua maggioranza, senza stravolgere una legge equilibrata e rappresentativa. Lo stesso vale, a maggior ragione, per gli assessori regionali, che per responsabilità istituzionale devono conoscere, attraversare e governare l’intero territorio”. “Con il collegio unico – spiegano – chiunque voglia candidarsi sarà costretto a condurre una campagna elettorale da un capo all’altro dell’Abruzzo. Saranno favoriti gli uscenti, i candidati sostenuti dagli apparati di partito e coloro che possono investire ingenti risorse economiche. Gli altri dovranno autofinanziarsi o cercare sostegni economici, rendendo la politica sempre meno accessibile ai cittadini e sempre più esposta al peso degli interessi organizzati, privati e particolari. Anche la terza preferenza, presentata come uno strumento di maggiore partecipazione e rappresentanza di genere, rischia di trasformarsi, all’interno di un’unica lista regionale, in un moltiplicatore di cordate, accordi incrociati e pacchetti di consenso”. Taglieri e Alessandrini sottolineano poi “un’altra modifica particolarmente grave: Marsilio dispone già di una maggioranza di 18 componenti contro i 13 dell’opposizione. Inoltre, la sostituzione temporanea dei consiglieri nominati assessori garantisce al centrodestra piena consistenza e operatività in Consiglio regionale. Evidentemente non gli basta. La proposta elimina il tetto massimo dei seggi attribuibili alla coalizione vincente e apre alla possibilità di una maggioranza ancora più ampia, comprimendo ulteriormente il ruolo delle opposizioni. Una criticità così evidente da essere stata segnalata anche dagli uffici legislativi regionali, che hanno richiamato il rischio di una riduzione della rappresentanza delle minoranze”. Per i consiglieri “il disegno politico appare chiaro: concentrare la competizione, favorire chi controlla maggiori risorse e reti territoriali, ridurre il peso delle aree meno popolose e ampliare lo spazio della coalizione vincente. Marsilio tenta di trasformare una legge elettorale equilibrata in un abito cucito su misura per sé e per quanti, in questi anni, hanno scelto attentamente dove concentrare presenza politica, attenzione e sostegno. Le regole democratiche, però, non possono essere piegate alle ambizioni di un presidente, né utilizzate per compensare con un artificio legislativo il consenso perso nei territori, a partire dalla provincia dell’Aquila”. “I nostri 375 emendamenti serviranno a contrastare questa operazione in commissione e in Aula. Non ci sarà alcuna apertura, nessuna scorciatoia e nessun accordo al ribasso: la rappresentanza dei territori e il pluralismo del Consiglio regionale - concludono - non possono diventare merce di scambio nella partita personale di Marsilio nelle destre abruzzesi, per il 2029”. (com/red)