Sanità Condividi

Sanità Abruzzo, M5S: il Programma Operativo 2026-2028, più tasse, meno servizi

02 febbraio 2026 - 15:05

(ACRA) - "Il Programma Operativo Sanità 2026–2028 adottato dalla Giunta regionale guidata da Marco Marsilio rappresenta, nei suoi stessi contenuti tecnici e programmatici, la certificazione del fallimento politico e amministrativo della destra abruzzese in materia di sanità. Dopo sette anni di governo regionale, il sistema sanitario non è in grado di reggere senza il ricorso a risorse straordinarie, senza l’utilizzo della leva fiscale e senza l’apertura a forme di coinvolgimento del privato che mettono seriamente a rischio la tenuta del servizio pubblico. A dirlo non è l’opposizione, ma i dati e gli indirizzi contenuti negli allegati ufficiali del Programma Operativo, che evidenziano squilibri strutturali di bilancio già a partire dal 2026 e la necessità di coperture aggiuntive regionali per garantire la sostenibilità del sistema. Lo stesso impianto del piano riconosce che l’equilibrio economico-finanziario del Servizio sanitario regionale è perseguibile solo attraverso risorse straordinarie, nuove entrate e misure di contenimento della spesa, smentendo anni di narrazione propagandistica sulla “sanità risanata” e restituendo l’immagine reale di un sistema in affanno". "Questo Programma Operativo non è un piano di rilancio, ma una resa dei conti – dichiarano il Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri, e la consigliera regionale, Erika Alessandrini –. Nei documenti della stessa Giunta è scritto chiaramente che la sanità abruzzese si regge su oltre cento milioni di euro l’anno di risorse regionali aggiuntive e sul richiamo a nuove entrate fiscali. Questo significa una cosa sola: o aumentano le tasse oppure continuano a tagliare i servizi". "Nel dettaglio, il Programma Operativo individua come asse strategico la “razionalizzazione della spesa” attraverso interventi che colpiscono direttamente l’architettura del servizio pubblico: – riduzione della spesa per il personale non sanitario e blocco delle dinamiche di turn-over in alcuni ambiti organizzativi (governance del personale); – interventi sull’assistenza integrativa e sull’assistenza protesica, inseriti tra gli obiettivi di contenimento della spesa e standardizzazione dei processi di erogazione; – compressione delle funzioni amministrative, tecniche e professionali non sanitarie, considerate come leve di riequilibrio economico. Scelte che incidono in modo diretto sulla qualità dei servizi, sulla funzionalità delle strutture e sulla capacità del sistema di rispondere ai bisogni di anziani, disabili, persone fragili e pazienti cronici, con il rischio concreto di aggravare le liste d’attesa e di spingere un numero crescente di cittadini verso il ricorso alla sanità privata. Meno personale, meno supporto organizzativo e meno servizi di prossimità significano inevitabilmente più disservizi e più attese – proseguono Taglieri e Alessandrini –. È una contraddizione parlare di efficienza quando si indebolisce strutturalmente il sistema pubblico e si scaricano i costi delle scelte politiche sui cittadini. Ancora più grave è l’indirizzo contenuto negli allegati programmatici che prevede il possibile ricorso a partenariati pubblico-privato e a modelli di collaborazione con soggetti privati per la gestione di presidi e servizi sanitari, in particolare quelli classificati come “ad alto costo e bassa produzione”. Una formulazione generica, priva di indicazioni operative trasparenti, che apre la strada a processi di esternalizzazione e privatizzazione strisciante della sanità pubblica, soprattutto nei territori più fragili e marginali.". "È il copione classico della destra – affermano i due esponenti del M5S –: si indebolisce il pubblico, lo si dichiara inefficiente e poi si legittima l’ingresso dei privati come soluzione. Il tutto senza indicare quali presidi, quali servizi, quali territori e senza fornire alcuna garanzia reale per i cittadini e per i lavoratori della sanità. A rendere il quadro ancora più opaco è il fatto che la Giunta regionale non abbia proceduto a una vera approvazione del Programma Operativo, ma si sia limitata a una adozione formale, rinviando le scelte definitive alle valutazioni dei Tavoli ministeriali e riservandosi di recepire future prescrizioni. "Dopo sette anni di governo – concludono Taglieri e Alessandrini – quando il fallimento diventa evidente, provano a nascondersi dietro Roma e dietro i tecnici. Ma la responsabilità è tutta politica ed è tutta loro. Stanno preparando un conto salatissimo per gli abruzzesi: più tasse, meno servizi e una sanità pubblica sempre più debole. Il Movimento 5 Stelle farà un’opposizione rigorosa, continua e determinata per impedire che questo disastro venga scaricato ancora una volta sui cittadini". (com/red)

Notizie correlate