Centrale 118 Chieti-Pescara, Taglieri: da lunedì sono di nuovo due, uno spreco costato milioni
19 febbraio 2026 - 12:23

(ACRA) – “Altro che Centrale unica: da lunedì in Abruzzo siamo ufficialmente tornati al punto di partenza. Due centrali operative, due sistemi separati, due strutture distinte. L’ennesima buffonata politica consumata sulla pelle dei cittadini”. Così il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Francesco Taglieri, “dopo la separazione definitiva delle centrali operative del 118 di Chieti e Pescara all’interno della palazzina della Saga presso l’aeroporto d’Abruzzo” si legge in una nota. “Non si tratta di indiscrezioni o di ipotesi – dichiara Taglieri – ma di fatti. Il sistema di cablaggio delle linee telefoniche è stato fisicamente diviso. Le postazioni sono state separate su due piani distinti: al piano terra la centrale operativa del 118 di Chieti, che paradossalmente si trova in territorio pescarese; al primo piano quella di Pescara. Questa non è un’unificazione: è una separazione certificata. Per anni la Giunta regionale ha raccontato una narrazione fatta di integrazione, razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse. I documenti di programmazione economica hanno parlato di centrale unica ‘a regime’, di interoperabilità, di efficienza. Oggi la realtà è sotto gli occhi di tutti: la centrale unica non esiste più. Esistono di nuovo due centrali autonome, ciascuna con la propria organizzazione”. “È come assistere alla separazione di una coppia dopo aver speso milioni per una casa comune – aggiunge – solo che qui non si tratta di beni privati, ma di soldi pubblici. I cittadini hanno pagato l’affitto ventennale della palazzina, hanno pagato i traslochi, hanno pagato gli allestimenti, e in queste ore assistiamo persino a discussioni su monitor e materiali da dividere tra un piano e l’altro. È una scena surreale, ma soprattutto è una gestione irresponsabile. L’operazione della sede aeroportuale, costata oltre 1,6 milioni di euro di affitto in vent’anni, era già stata denunciata come uno spreco. Oggi assume i contorni di un fallimento politico conclamato: non solo non ha prodotto un reale accorpamento, ma ha generato ulteriori costi per una divisione che certifica l’assenza di una visione organizzativa coerente”. “Questa situazione – prosegue – dimostra che non c’è mai stata una vera volontà di unificare il servizio. Si è costruita una scatola, la si è riempita di proclami, e oggi la si svuota dividendo perfino i cablaggi. Il risultato è che l’Abruzzo torna ad avere due centrali operative, con tutto ciò che ne consegue in termini di organizzazione e costi”. Il capogruppo M5S rileva “le responsabilità politiche. La responsabilità è chiara e ha un nome e un cognome – scrive - l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì. È lei che ha rivendicato pubblicamente scelte organizzative e nomine, è lei che ha difeso questo modello. Oggi deve assumersi la responsabilità di un fallimento evidente. Non siamo di fronte a un problema tecnico, ma a un errore politico macroscopico”. Per Taglieri la questione non è solo contabile, ma istituzionale “un servizio delicato come il 118 merita programmazione seria, stabilità organizzativa e scelte coerenti. Invece assistiamo a continui cambi di rotta, separazioni, spostamenti, allestimenti e ri-allestimenti. A pagare sono sempre gli stessi: i cittadini abruzzesi, che finanziano con le proprie tasse decisioni incoerenti e costose”. “La verità – conclude – è che la cosiddetta centrale unica è stata una costruzione politica senza fondamenta. Oggi quelle fondamenta sono crollate definitivamente. E chi governa non può più nascondersi dietro slogan o atti di programmazione: la realtà è che abbiamo due centrali, più spese, più confusione e nessuna assunzione di responsabilità”. (com/red)