Alessandrini: Finita la stagione dei rinvii contro la Nuova Pescara
01 giugno 2026 - 09:01
(ACRA) - “La Nuova Pescara non si ferma. Le sentenze del TAR Abruzzo sui referendum di Spoltore e Montesilvano mettono finalmente un punto fermo e spazzano via un’operazione politica tanto fragile sul piano giuridico quanto dannosa sul piano istituzionale. Ha perso chi ha provato a trascinare un processo già definito dentro una palude di rinvii, cavilli e consultazioni improprie. Hanno perso coloro che, invece di lavorare per costruire la nuova città, hanno scelto di disperdere tempo, energie e risorse pubbliche”. Lo dichiarano la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini e il consigliere comunale M5S di Pescara Paolo Sola, commentando le decisioni del TAR Abruzzo che hanno annullato gli atti con cui i Comuni di Spoltore e Montesilvano avevano indetto referendum consultivi sul processo di fusione.
“Il TAR – afferma Alessandrini – ha chiarito ciò che sosteniamo da tempo: i Comuni non hanno competenza per indire referendum locali finalizzati a rimettere in discussione, Comune per Comune, una scelta già passata attraverso il voto popolare del 2014 e una legge regionale vigente. La democrazia non può essere invocata a intermittenza, rispettando il voto solo quando conviene e tentando di rivotare all’infinito quando il risultato non piace. Questo non è rispetto dei cittadini: è uso strumentale degli istituti partecipativi”. “È finita la stagione dei sabotaggi di corto respiro – prosegue Alessandrini –. La nuova città non cancellerà le identità di Pescara, Montesilvano e Spoltore, ma le renderà più forti dentro un’istituzione capace di programmare, attrarre risorse e contare di più nei confronti di Regione, Governo ed Europa. Restare divisi significa restare più deboli: tre macchine amministrative separate, tre pianificazioni scollegate, tre visioni frammentate e servizi che troppo spesso non dialogano tra loro”.
Alessandrini e Sola chiedono ora una svolta immediata: “Le sentenze non bastano. Ora serve una fase seria e progettuale. La Regione eserciti fino in fondo la propria funzione di regia e i Comuni lavorino senza ambiguità su un cronoprogramma pubblico, con obiettivi verificabili, servizi di prossimità garantiti, municipi realmente funzionanti, tutela del personale, armonizzazione di regolamenti e tributi e pianificazione unitaria delle opere” “Chi ha alimentato referendum impossibili e scuse procedurali – concludono Alessandrini e Sola – oggi deve assumersi la responsabilità del tempo e delle risorse sottratte alla nuova città. Se qualcuno ha voluto trasformare i Comuni in strumenti di propaganda contro la fusione, non chieda ai cittadini di pagare il conto. I promotori politici di iniziative dichiarate illegittime si facciano carico personalmente delle spese prodotte dalla loro scelta. Non c’è motivo per cui le comunità debbano sopportare il prezzo di atti assunti da chi aveva il dovere istituzionale di conoscere i limiti delle competenze comunali”. (com/red)