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Nuova legge sui beni confiscati alle mafie, Prospero: Giornata storica per l'Abruzzo

22 luglio 2026 - 09:38

(ACRA) - "È stata scritta una pagina importante per l’Abruzzo. La nostra regione per la prima volta si dota di una legge organica e di un fondo dedicati al recupero e al riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Restituire questi beni ai cittadini significa affermare la forza dello Stato e trasformare ciò che era frutto dell’illegalità in un’opportunità per le nostre comunità". Lo ha dichiarato il consigliere regionale e presidente dell’Osservatorio regionale della legalità Francesco Prospero, a margine della seduta del Consiglio regionale, tenutasi  nella giornata di ieri nel Palazzo dell’Emiciclo, che ha approvato all’unanimità la legge per la valorizzazione e il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. "Desidero ringraziare l’intero Consiglio per il voto unanime. Di fronte al tema della legalità – ha fatto presente il Consigliere - non esistono distinzioni tra maggioranza e opposizione, ma un’unica istituzione unita. Quest'aula ha scritto una delle pagine più alte della sua storia recente". Il provvedimento, nato dall’iniziativa del consigliere Francesco Prospero, introduce per la prima volta in Abruzzo una disciplina organica dedicata ai beni confiscati alle mafie e istituisce uno specifico fondo regionale destinato agli interventi di recupero, cura e valorizzazione. "Una novità significativa - si legge nella nota - che consentirà alla Regione di affiancare concretamente i Comuni e gli altri enti assegnatari nel percorso di restituzione di questi patrimoni alla collettività". "Sottrarre un bene alla criminalità è l'inizio di un percorso che si completa davvero solo con la sua riappropriazione da parte della comunità. Questa legge – ha precisato il consigliere - nasce per garantire che quei beni tornino alla collettività, diventando motori di riscatto economico, coesione e solidarietà locale. Giovanni Falcone ci ha insegnato che la mafia è un fenomeno umano e, proprio per questo, come ha avuto un inizio può avere una fine. Le istituzioni hanno il dovere di rendere concreta ogni giorno questa convinzione". Tra gli elementi più innovativi del provvedimento vi è l’istituzione di un fondo regionale dedicato. A partire dal bilancio 2027, la Regione potrà destinare risorse economiche per contribuire alle spese necessarie al recupero, alla manutenzione e alla piena fruibilità dei beni confiscati. Un sostegno importante soprattutto per i Comuni che, una volta ricevuti gli immobili dopo la conclusione delle procedure di sequestro, confisca definitiva e assegnazione da parte dell’Agenzia nazionale, spesso si trovano a dover affrontare costi elevati per renderli nuovamente utilizzabili. La normativa guarda anche al valore culturale della legalità. Oltre agli interventi di recupero degli immobili, promuove attività di formazione, informazione e sensibilizzazione, affinché i beni confiscati possano diventare luoghi nei quali trasmettere, soprattutto ai più giovani, il valore della cittadinanza attiva, della giustizia e del rispetto delle istituzioni. "Il provvedimento - spiega Prospero - si inserisce nel lavoro condotto dall’Osservatorio regionale della Legalità, che nei mesi scorsi ha richiesto all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati un quadro aggiornato della situazione abruzzese. Dai dati trasmessi emerge che nella regione risultano 295 beni immobili confiscati ancora in gestione, di cui 114 nella provincia di Chieti, 79 in quella dell’Aquila, 53 nel Teramano e 49 nel Pescarese. A questi si aggiungono gli immobili già destinati o assegnati agli enti territoriali e ad altri soggetti: 34 nella provincia di Chieti, 17 nell’Aquilano, 41 nel Teramano e 29 nel Pescarese, molti dei quali sono già stati restituiti alla collettività attraverso progetti sociali, istituzionali e di pubblica utilità". "Questi numeri dimostrano che il fenomeno mafioso riguarda anche l’Abruzzo e che non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Questa legge rappresenta un cambio di passo culturale prima ancora che amministrativo in quanto, per la prima volta, la Regione sceglie di investire direttamente sulla rinascita dei beni confiscati e di sostenere gli enti locali in questo percorso. Significa trasformare ciò che era un simbolo del potere mafioso in un presidio di legalità, partecipazione e speranza. È questo – ha concluso il consigliere Francesco Prospero - il modo migliore per onorare l’esempio di personalità come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rosario Livatino e di tutte le vittime innocenti delle mafie, facendo della memoria uno strumento capace di produrre scelte concrete per il futuro delle nostre comunità". (com/red)

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