Pietrucci: il premio letterario Buccio di Ranallo è realtà
16 giugno 2026 - 19:16

(ACRA) - “Con l'approvazione all'unanimità della legge che istituisce il Premio Buccio di Ranallo, il Consiglio regionale ha compiuto un gesto importante non solo nei confronti della cultura abruzzese, ma anche della memoria e dell'identità dell'Aquila. Per la prima volta un premio letterario della nostra città viene riconosciuto da una legge regionale, acquisendo una dimensione istituzionale stabile e duratura. Stiamo già lavorando per dare una Legge all’altro premio letterario della città dell’Aquila, il Premio Laudomia Bonanni, insieme all’Assessore Santangelo e alla Presidente della Giuria, Stefania Pezzopane al comitato organizzatore”. Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci, promotore della proposta approvata oggi dall'Assemblea regionale.
“Buccio di Ranallo non è soltanto una figura della letteratura medievale. È una delle radici più profonde dell'aquilanità. Attraverso la sua Cronaca aquilana rimata, scritta nel XIV secolo e aggiornata fino agli ultimi anni della sua vita, ci ha consegnato il racconto delle origini della città, delle sue lotte per la libertà, delle sue istituzioni e delle vicende che hanno contribuito a costruirne l'identità. È stato il primo grande scrittore e poeta della letteratura medievale abruzzese e, ancora oggi, rappresenta una delle testimonianze più alte della nostra storia civile”.
“C'è un elemento che rende la sua opera ancora più preziosa: Buccio scelse di raccontare l'Aquila nella lingua del popolo, nell'aquilano antico, preservando attraverso la scrittura parole, immagini, valori e modi di pensare che costituiscono ancora oggi una parte fondamentale della nostra memoria collettiva. In quelle pagine vive non solo la storia della città, ma anche l'anima di una comunità. Per questo il Premio Buccio di Ranallo non è soltanto un riconoscimento culturale: è uno strumento per custodire e tramandare la nostra identità”.
La legge prevede l'organizzazione annuale del Premio nella città dell'Aquila, con sezioni dedicate alla letteratura, alla saggistica storica, al giornalismo, alla comunicazione, all'impegno civico e culturale e alla poesia e letteratura di montagna, promuovendo il dialogo tra tradizione e contemporaneità e valorizzando il ruolo dell'Aquila come centro culturale di riferimento per l'intero Abruzzo. “Desidero rivolgere un ringraziamento particolare a Giosafat Capulli, che negli anni ha ha mantenuto viva con passione e tenacia la memoria verso una figura fondamentale della nostra storia. Un grazie sincero e particolare al professor Carlo De Matteis, il massimo studioso dell'opera di Buccio di Ranallo, il cui lavoro di ricerca e divulgazione ha consentito di restituire centralità a un autore troppo a lungo trascurato nonostante il valore universale della sua opera. Ringrazio inoltre l'assessore regionale Roberto Santangelo per aver condiviso e sostenuto questo percorso istituzionale, contribuendo al raggiungimento di un risultato importante e largamente condiviso”. “L'approvazione unanime della Legge, dimostra che la cultura può ancora unire. Oggi restituiamo a Buccio di Ranallo il posto che merita nella storia dell'Aquila e dell'Abruzzo e, allo stesso tempo, consegniamo alle nuove generazioni uno strumento per conoscere meglio le proprie radici. Perché una comunità che custodisce la propria memoria è una comunità più forte e più consapevole del proprio futuro”. (com/red)