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Ospedale Popoli, Blasioli: centro destra all'angolo, servizi in affanno e senza personale

17 giugno 2026 - 15:49

(ACRA) – “Le numerose rimostranze emerse durante la seduta straordinaria del Consiglio comunale di Popoli Terme, riunitosi lo scorso 23 marzo per accendere un faro sulle criticità dell’ospedale cittadino, fondamentale per la Val Pescara, per i paesi della Maiella e per parte della Valle Peligna, rimostranze che avevo riportato all’interno di una interpellanza, sono state discusse ieri in Consiglio Regionale” riferisce in una nota, il vice presidente del Consiglio regionale, Antonio Blasioli. “A quella seduta straordinaria del Consiglio comunale erano invitati a partecipare tutti i consiglieri regionali, ma l’appuntamento è stato disertato da tutti i rappresentanti di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Un’assenza che mi ha spinto a redigere un’interpellanza che raccogliesse e rilanciasse tutte le domande e le criticità emerse in quel confronto pubblico dai sindacati e dal gruppo consiliare Popoli Democratica, per portarle all’attenzione dell’assessore Verì e dell’intera Aula” ricorda. “L’ospedale di Popoli è in grande affanno – riporta Blasioli - e questo ci è testimoniato da dati oggettivi: Sdo (Schede di dimissione ospedaliera), posti letto e mancata copertura delle unità operative. Le Sdo, che testimoniano il carico di lavoro di un singolo ospedale, nel nosocomio di Popoli sono in calo vertiginoso. Sono passate da 3337 nel 2015 alle 2765 del 2024, una diminuzione di quasi il 20%. I posti letto promessi nella rete ospedaliera approvata nel 2023 non sono stati creati e mancano le nomine delle direzioni delle Unità operative. A Popoli, come a Penne, manca perfino la nomina dell’Unità Operativa semplice di Direzione medica di presidio, fondamentale per garantire le funzioni igienico-organizzative, sanitarie e di raccordo tra le unità operative. La carenza di personale: medici, infermieri e oss, completa un quadro desolante costringendo questi lavoratori a turni estenuanti, rinuncia alle ferie e a consequenziali rischi per i pazienti. Tutte queste criticità sono state confermate anche dalla risposta dell’assessore Verì all’interpellanza. La prima questione riguarda lo stato di attuazione di tutto quello che la Rete ospedaliera prevede per Popoli. L’assessore scarica ogni competenza sulla Asl e adduce vincoli connessi alla scarsa disponibilità di personale sanitario, allo stato di avanzamento dei lavori, alla dotazione tecnologica e alla necessità di garantire condizioni di sicurezza e appropriatezza clinico-assistenziale. Un atteggiamento pilatesco molto preoccupante che non dà alcuna certezza. La Rete ospedaliera è attiva da 3 anni e nulla è stato fatto per l’ospedale di Popoli”. “La seconda questione riguarda i posti letto. Su questo aspetto  - prosegue - emerge come a fronte dei 52 posti previsti per la riabilitazione intensiva ad alta complessità (40 per la riabilitazione intensiva e 12 per la neuroriabilitazione) ne sono stati attivati solo 20 (rispettivamente, 12 e 8). Ne mancano all’appello ben 32, una riduzione che l’assessore giustifica con la necessità di dover terminare i lavori di ristrutturazione, confermando quindi quanto scritto nell’interpellanza. Questi ritardi costano carissimo alla Regione, perché le persone che necessitano di queste terapie sono costrette ad andare fuori, con un costo a carico del servizio sanitario regionale di 470 euro al giorno per periodi di ricovero che mediamente vanno da 6 mesi a un anno. La verità è che però, oltre ai lavori, per poter garantire i posti letti previsti, nell’Unità operativa mancano 2 medici, 4 terapisti, 12 infermieri e 4 oss. Quanto scritto nella rete ospedaliera continua quindi ad essere un libro dei sogni. Riguardo alla mancata nomina dell’Unità operativa semplice di Direzione medica a Popoli (e a Penne), l’assessore risponde che entrambi i presidi sono ricompresi nell’ambito della Direzione medica unica di Pescara. Tuttavia, Penne e Popoli sono ospedali di base sede di Pronto Soccorso e non stabilimenti ospedalieri, quindi questo ragionamento non è valido. Su questo argomento intervengo da anni e ho annunciato all’assessore che segnalerò questa situazione agli organi competenti, soprattutto perché, come detto, si tratta di una figura necessaria all’organizzazione e alla sicurezza delle strutture e delle attività sanitarie, centrale mentre sono in corso dei lavori di ristrutturazione, situazione comune sia a Popoli che a Penne”. “Da un lato  - aggiunge il vicepresidente - l’assessore afferma che la rete ospedaliera non viene applicata anche per i vincoli connessi alla necessità di garantire condizioni di sicurezza, dall’altro negli ospedali di Penne e Popoli manca la prima figura che dovrebbe garantirla. E manca per una mancata nomina. Una lunga parte della risposta è poi dedicata ai lavori di ristrutturazione, che erano stati divisi in quattro lotti che dovevano terminare rispettivamente nel 2023, 2024, 2025 e 2026. Dei quattro lotti non ne è stato ancora completato nessuno, i ritardi sono pesanti e gravissimi, perché impattano sui servizi e anche sulle condizioni di lavoro del personale. Davanti a tutto questo, la Asl si giustifica con ‘la limitata disponibilità di maestranze impiegate nei cantieri’, ma ha deciso di non procedere alla revoca dell’appalto. Viene da pensare, parafrasando il pensiero dell’assessore sulla scarsa volontà dei medici ad andare a Popoli, che probabilmente l’ospedale di Popoli non è attrattivo neanche per la ditta che sta facendo i lavori”. “Per la carenza, ormai cronica, di personale medico nei reparti, puntualmente descritta nell’interpellanza, l’assessore non può fare altro che confermare questa problematica e le relative criticità che produce sull’erogazione dei servizi: Radiologia (2 medici sono stati sostituiti con uno presente a Popoli solo 10 giorni al mese e un altro che andrà in pensione a fine mese). Parliamo di 3 medici che difficilmente possono far funzionare un reparto. Popoli inoltre è stata dotata di una risonanza magnetica 1,5 Tesla con una spesa di fondi PNRR di 914 mila euro, con una scelta discutibile, sostituendone una recente e pienamente operativa. Dovrebbe funzionare 24 h al giorno, considerata la sua potenzialità, ma la radiologia soffre gravemente la carenza di personale. Al Pronto Soccorso sono solo 3 i medici, ma la dotazione è di 6, grazie all’aggiunta di medici di chirurgia e medicina in possesso di specializzazioni equipollenti e di medici in quiescenza. E’ lo stesso assessore a dirci che questa non può considerarsi una soluzione strutturale ma è cosi ormai da lunghissimo tempo; Emodialisi (un medico al posto di 3), laboratorio di analisi, cardiologia: per tutti, la stessa risposta – scrive Blasioli - : ‘difficoltà di reperimento, acquisizione e stabilizzazione di dirigenti medici...non riconducibile a inerzia aziendale, bensì alla ridotta attrattività professionale della sede, anche in ragione della collocazione del presidio in area interna’. Una risposta che sembra più utile a giustificare le carenze della Asl che a raccontare la verità dei fatti. Facile controbattere che l’attrattività di un ospedale si riscontra nelle scelte della rete ospedaliera dello stesso assessore e facile controbattere all’assessore che il mancato adeguamento a quella rete è il colpo mortale contro ogni attrattività. Sulla medicina trasfusionale, prima le donazioni si eseguivano sei giorni a settimana, ora solo 3 per carenza di medici. Per l’assessore anche qui il reperimento di medici è riconducibile alla mancata attrattività del presidio di Popoli. Nessuna speranza per il futuro. Le carenze di personale portano, per esempio alla necessità di consulenze in telemedicina per la cardiologia, in tutti i fine settimana, come anche per la radiologia. In definitiva, l’assessore conferma le criticità sollevate nell’interpellanza e già emerse nel Consiglio comunale straordinario sulla sanità, convocato anche su spinta dei sindacati e del gruppo Popoli Democratica”. “Una situazione che non può essere sottovalutata e una risposta che denota un continuo rinvio al futuro che già siamo abituati ad ascoltare. Noi continueremo a vigilare, anche e soprattutto sui nuovi e ulteriori effetti negativi che potrebbe determinare sul presidio ospedaliero il nuovo atto aziendale. E soprattutto continueremo a portare all’attenzione del Consiglio regionale la voce del territorio che non può essere ignorata da chi è al governo della regione” conclude. (com/red)

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