Sanità Condividi

Case di Comunità, Di Marco: "Non bastano i muri, servono servizi e una vera sanità di prossimità"

24 giugno 2026 - 16:17

(ACRA) - “La sanità territoriale non si misura con il numero dei cantieri inaugurati o con le fotografie davanti alle nuove strutture. Si misura sulla capacità concreta di dare risposte alle persone, soprattutto a quelle più fragili. E oggi, purtroppo, il rischio è che le Case di Comunità finanziate con il PNRR si trasformino in contenitori vuoti”, afferma il consigliere regionale Antonio Di Marco (PD), vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio, “che ha presentato una mozione per chiedere alla Giunta regionale chiarezza sullo stato di attuazione e sulla piena operatività delle 42 Case di Comunità previste in Abruzzo” si legge in una nota. “Parliamo di oltre 213 milioni di euro investiti sulla Missione Salute del PNRR e di quasi 60 milioni destinati alle Case di Comunità – spiega -. Si tratta di una straordinaria occasione di riforma, ma non possiamo limitarci alla realizzazione delle strutture. La vera sfida è garantire personale, servizi, integrazione con i medici di medicina generale e una presa in carico reale dei cittadini. Da troppo tempo il sistema sanitario continua a intervenire quando la malattia è già esplosa, mentre dovrebbe accompagnare le persone sul territorio, nelle comunità, nelle famiglie. L'invecchiamento della popolazione e la crescita delle cronicità impongono un cambio di paradigma che non può essere rinviato. La persona viene prima di tutto. Non può essere costretta a peregrinare tra uffici, distretti sanitari e servizi comunali. Le Case di Comunità devono diventare il luogo della presa in carico multidisciplinare e della prossimità, in collaborazione con i Comuni, con il terzo settore e con tutti gli attori del territorio. Ma perché questo accada servono professionisti, organizzazione e una regia forte. Per questo ho chiesto alla Regione di fornire un quadro puntuale sullo stato di avanzamento delle strutture, sul fabbisogno di personale, sui cronoprogrammi e sul coinvolgimento dei medici di medicina generale”. “È necessario sapere se esistano criticità che possano compromettere il raggiungimento degli obiettivi del PNRR e quali siano le eventuali conseguenze. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione storica” aggiunge. Dopo anni di ‘ospedalocentrismo’, l'Abruzzo ha bisogno di costruire davvero una rete di servizi di prossimità. Sarebbe un grave errore  - conclude - consegnare ai cittadini edifici nuovi ma privi di medici, infermieri, assistenti sociali e servizi integrati. Sarebbe l'ennesima promessa tradita. La politica deve avere il coraggio di dire che la sfida non è più costruire muri, ma costruire comunità. E una comunità si costruisce mettendo al centro la persona e garantendo il diritto alla cura vicino ai luoghi di vita delle persone”. (com/red)

Notizie correlate