Terme di Caramanico, Di Marco: Negato l'accesso agli atti sulla gara per le acque
31 luglio 2026 - 12:17

(ACRA) - “Sul futuro delle Terme di Caramanico assistiamo all'ennesimo cortocircuito procedurale che rischia di trasformarsi nel colpo di grazia per un intero comprensorio. A fronte della mia formale richiesta di accesso agli atti e di chiarimento sui verbali, sulle offerte e sul dettaglio dei progetti presentati per la gestione della risorsa idrotermale, l'Agenzia regionale AreaCom mi ha opposto un diniego, rinviando l'ostensione dei documenti a gara conclusa. Una modalità che, seppur schermata da formulette formali, va elegantemente ma fermamente stigmatizzata: le comunicazioni ufficiali non possono ridursi a un mero scudo procedurale mentre all'esterno tutti sanno già tutto della gara e dei relativi contendenti”, dichiara il consigliere regionale Antonio Di Marco, che interviene all'indomani del riscontro inviato dalla Direzione Generale di AreaCom. “Mentre alle istituzioni di controllo l’Areacom risponde che nulla si può sapere per evitare 'turbative', la stampa e le cronache locali descrivono già nei dettagli il perimetro dell'asta e i profili dei gruppi in campo, compresa la contrapposizione tra la cordata legata ad ACA e la proposta di Popoli Terme. Da rappresentante delle istituzioni non mi interessano i bilanciamenti di influenza o le presunte vicinanze politiche dei contendenti alle diverse componenti della maggioranza regionale in lizza sul tema: le Terme di Caramanico non sono una scacchiera per posizionamenti di corrente né una questione di appartenenza partitica. L'unica partita che la Regione Abruzzo ha il dovere inderogabile di giocare e vincere è quella del completo recupero, della continuità aziendale e del rilancio dello storico impianto termale, un giacimento economico, sanitario e turistico che per oltre un secolo è stato il motore della Valle dell'Orta e delle nostre aree interne. Separare la concessione delle acque minerali dalla gestione e dall'alienazione del complesso immobiliare e ricettivo è una scelta che continua a destare profonde perplessità per i rischi di spezzettamento e paralisi operativa che comporta. Per questo avevo chiesto di conoscere in dettaglio le garanzie, i progetti gestionali e i criteri applicati: la trasparenza si fa prima, non a cose fatte. Impossibile restare a guardare passivamente mentre si consuma il futuro di Caramanico. L'inerzia e il ruolo di 'freddo notaio' assunto fino ad oggi dalla Regione sono inaccettabili. Ho già sollecitato l'immediata ripresa dei lavori della Commissione Ambiente e Territorio, riallacciando il filo del lavoro interrotto a primavera, per audire d'urgenza tutti i soggetti chiave: dai vertici di A.C.A. S.p.A. e Terme Inn Popoli S.r.l. ai Sindaci di Caramanico Terme e Popoli Terme. Sia chiaro a tutti: non abbasserò la guardia: qui servono risposte trasparenti e la certezza che le scelte adottate rispondano esclusivamente al rigoroso interesse pubblico e alla salvaguardia dell'economia e dei posti di lavoro. Se la procedura dovesse evidenziare anomalie, forzature o un vulnus al buon andamento amministrativo, siamo pronti ad attivare qualsiasi ulteriore verifica in ogni sede terza e competente. Le Terme di Caramanico devono tornare all'autentico valore e allo splendore che meritano, lontano dai tatticismi e al riparo da ogni ombra”. (com/red)