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Incendi, Verrecchia replica a Di Marco: Confonde tempi, fatti e competenze

19 agosto 2026 - 13:57

(ACRA) - “Leggo con sorpresa le dichiarazioni del collega Antonio Di Marco, perché nel tentativo di costruire uno scoop politico finisce per sovrapporre fatti, tempistiche e competenze che invece andrebbero tenuti distinti, soprattutto quando si parla di una situazione delicata come quella degli incendi sul Morrone. Partiamo dai fatti. La nota dell’associazione Celestiniana è del 20 giugno e riguarda una specifica area, nella quale veniva segnalata la presenza di sterpaglie, materiale vegetale secco e altri elementi di potenziale rischio. Personalmente, proprio qualche giorno fa, sono stato fisicamente in quell’area e posso affermare che non si è verificato quanto sembra emergere dalla ricostruzione del collega Di Marco: non c’è stato in quel luogo il propagarsi dell’incendio che si sta sviluppando sul Morrone e non è corretto rappresentare quella segnalazione come se fosse la prova che l’attuale vasto fronte di fuoco sia partito e si sia sviluppato proprio da quel punto. Questo, sia chiaro, non esime nessuno dalle proprie responsabilità e non significa affatto sottovalutare l’importanza della prevenzione. Significa semplicemente ristabilire la verità dei fatti e non utilizzare una comunicazione amministrativa di due mesi fa per costruire una correlazione che, allo stato dei fatti, non è dimostrata. Anzi, credo sia necessario andare oltre le ricostruzioni politiche e accertare con attenzione le cause degli incendi. In alcune situazioni, per le modalità con cui si sono sviluppati i roghi, non può essere esclusa la presenza di inneschi e di condotte dolose. Saranno naturalmente gli organi competenti ad accertarlo, ma proprio per questo eviterei di individuare responsabilità politiche sulla base di una semplice segnalazione relativa alla presenza di vegetazione secca. C’è poi un altro aspetto che trovo particolarmente significativo: quello delle competenze. Se vogliamo affrontare seriamente il problema degli incendi boschivi e della prevenzione, dobbiamo avere il coraggio di discutere anche di come è stata organizzata nel tempo la gestione del patrimonio forestale e delle emergenze. Io ho già rilanciato l’opportunità di tornare a ragionare su un corpo specializzato a livello nazionale, con competenze specifiche in materia forestale e di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi: penso al Corpo Forestale dello Stato, che il centrosinistra ha scelto di sopprimere. Non possiamo limitarci, ogni estate, a cercare un colpevole politico quando divampano gli incendi. Dobbiamo interrogarci sulle responsabilità, certo, ma soprattutto sulle competenze, sulle risorse, sulla prevenzione e sugli strumenti realmente disponibili alle istituzioni. E c’è un elemento che il collega Di Marco omette o travisa in modo grave: la nota da lui richiamata non è mai stata ricevuta dalla Protezione Civile regionale abruzzese, perché l’indirizzo indicato era errato e non corrisponde in alcun modo all’Agenzia di Protezione Civile della Regione Abruzzo. Questo è un fatto oggettivo e verificabile. Ne consegue che costruire un attacco alle 'istituzioni regionali' sostenendo che vi sia stata una mancata risposta o una colpevole inerzia su una comunicazione mai formalmente pervenuta all’ente competente è una mistificazione che respingiamo con forza al mittente. Prima di parlare di allerte ignorate o di documenti rimasti nei cassetti, sarebbe doveroso verificare con precisione destinatari, indirizzi e canali ufficiali di trasmissione. Diversamente si alimenta una narrazione che non corrisponde alla realtà amministrativa dei fatti. Sul Morrone non servono polemiche di parte. Serve un fronte comune tra istituzioni, forze politiche, Vigili del Fuoco, Protezione civile, volontariato, enti locali e tutte le strutture impegnate sul territorio. Serve soprattutto individuare le soluzioni migliori per prevenire e affrontare fenomeni che, anche alla luce dei cambiamenti climatici e delle condizioni sempre più difficili dei nostri territori, richiedono una strategia strutturale. ll collega Di Marco ha tutto il diritto di presentare un’interpellanza e di chiedere chiarimenti. Ma un’interpellanza seria deve partire da fatti corretti, da tempistiche corrette e da competenze correttamente individuate. In questo momento, mentre uomini e donne stanno lavorando senza sosta per fronteggiare gli incendi e mettere in sicurezza cittadini e territori, credo che la politica debba fare la propria parte con responsabilità. Accertare tutto ciò che c’è da accertare, senza scaricare responsabilità sulla base di ricostruzioni che, per quanto riguarda la Protezione Civile regionale, risultano oggettivamente infondate.” Cosi, il capogruppo di fratelli d’Italia in Consiglio Regionale d’Abruzzo, Massimo Verrecchia. (com/red)

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