Incendi, Monaco: Marsilio si assuma le responsabilità. Il centrodestra ha smantellato la prevenzione
20 agosto 2026 - 10:45

(ACRA) - "Nel bel mezzo del disastro ambientale che sta devastando le nostre montagne e la vegetazione sul Monte Morrone, la cittadinanza si aspetterebbe dai vertici della Regione rendiconti precisi, dati e trasparenza sulle azioni preventive ed economiche programmate. Invece, di fronte alle incalzanti sollecitazioni dei media e dei territori sulla gestione dell'ambiente e sulla viabilità d’emergenza in quota, il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, sceglie ancora una volta la via dell’evasione e delle solite manovre diversive". Lo afferma il consigliere regionale di AVS, Alessio Monaco che aggiunge: "Basta addossare le colpe a chi tutela la natura o invocare fantomatici comitati ambientalisti pronti a incatenarsi agli alberi pur di non aprire i sentieri. È un’affermazione ad effetto, indiscutibilmente adatta al clamore mediatico e alla propaganda, usata unicamente per deviare l’attenzione dall’amministrazione attiva. Ricordo a Marsilio che la programmazione delle risorse, la manutenzione delle piste e l'individuazione della viabilità di soccorso sono competenze ben precise trasferite alla Giunta regionale ai sensi dell’articolo 3 della Legge 353/2000. Se esistono progetti, delibere o atti fermi per l'opposizione degli ecologisti nell'area del Morrone, la Regione mostri i documenti; altrimenti siamo davanti all'ennesimo alibi inconsistente e a uno scaricabarile dialettico".
Il consigliero regionale Alessio Monaco evidenzia come "l'attuale vulnerabilità dell'Abruzzo non sia una tragica fatalità, ma la conseguenza diretta di precise scelte politiche di ridimensionamento dei presidi pubblici sul territorio". "La fragilità a cui assistiamo - prosegue - ha radici chiare nella visione e nei provvedimenti della destra abruzzese e delle politiche nazionali. Già nel 2011, la giunta regionale di centrodestra guidata da Gianni Chiodi decretò la soppressione delle Comunità Montane, gli unici enti locali dotati di uomini, mezzi ed equipaggiamenti dedicati alla cura ordinaria delle zone interne, alla pulizia del sottobosco e alla manutenzione della rete viaria di montagna. A questo depotenziamento regionale si è poi sommata la decisione a livello nazionale, sotto il governo Renzi, di cancellare il Corpo Forestale dello Stato, una scelta che ha portato alla progressiva dismissione e chiusura di comandi e stazioni capillarmente insediati proprio nelle zone montane, privando i nostri comuni di un fondamentale presidio di prossimità. "Non servono polemiche né annunci estemporanei a fiamme vive: la Protezione Civile regionale deve essere rifondata. Occorre tornare a una programmazione seria, fatta nei tempi giusti e capaci di coinvolgere attivamente tutti i livelli territoriali, affinché la cura e la tutela dei boschi diventino un lavoro ordinario nei mesi autunnali e invernali. Invece di rincorrere le emergenze e cercare capri espiatori, la Regione approvi finalmente un Piano regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. Ai cittadini del Morrone e dell'Abruzzo servono bilanci chiari sui fondi allocati, il ripristino delle funzioni di manutenzione nei territori e l'assunzione di una precisa responsabilità politica per difendere ciò che resta del nostro patrimonio naturale", conclude Monaco. (com/red)