Viaggio in Terra Santa, Monaco: non è solo un atto di fede ma una precisa scelta politica
03 settembre 2026 - 09:56

(ACRA) – “Si è concluso, martedì scorso, il pellegrinaggio in Terra Santa del capogruppo AVS in Consiglio regionale, Alessio Monaco, insieme all'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme” riferisce una nota stampa. “Un cammino di preghiera, ma soprattutto di denuncia civica e viva testimonianza in luoghi dove la sacralità si scontra ogni giorno con l'ingiustizia e la violenza strutturale dell'occupazione. Il rientro in Italia e il ritorno alla quotidianità impongono una riflessione politica, dolorosa e non più rinviabile” commenta Monaco. “Ciò che abbiamo toccato con mano rispecchia drammaticamente e conferma gli allarmi continui e inascoltati lanciati dal patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa: le politiche di rigido isolamento e le restrizioni imposte dalle autorità israeliane stanno desertificando le strade di Gerusalemme, Betlemme e Nazareth. Da tre anni - scrive - l'assenza forzata dei pellegrini, unita ai blocchi e al soffocamento economico esercitato sul territorio, sta portando al collasso la comunità cristiana locale, una minoranza che resiste con sforzi eroici, ma che rischia di sparire per sempre se non si arresta questa strategia di strangolamento sistematico. In Palestina la crisi umanitaria non è una casualità, ma il risultato diretto di scelte politiche precise. A Betlemme e in Cisgiordania la popolazione vive segregata: i trasferimenti verso Israele e Gerusalemme sono stati azzerati, persino per motivi di emergenza sanitaria o per i bambini che necessitano di cure salvavita, bloccati da check-point umilianti e controlli estenuanti. L'ostentata assenza di sovranità palestinese e il depotenziamento delle sue istituzioni sono il frutto di un disegno volto ad annullare la presenza e la dignità del popolo palestinese, lasciando spazio solo a un silenzio surreale, pesante e ingiusto. In questo scenario di oppressione, l'unica risposta concreta alla paralisi dei servizi pubblici, smantellati dalla morsa occupazionale, viene dalla rete della carità e dalla resistenza civile. Le due straordinarie opere sociali visitate a Betlemme rappresentano un faro di speranza: l’Istituto Effetá Paolo VI, che garantisce istruzione e futuro a oltre 200 studenti audiolesi, e la Crèche della Sacra Famiglia, l'orfanotrofio gestito dalle Suore Figlie della Carità che accoglie e nutre decine di neonati abbandonati o in grave disagio sociale. Sono risposte d'amore che suppliscono all'assenza di diritti e proteggono i più vulnerabili, dimostrando la forza d'animo del popolo palestinese e di chi gli vive accanto”. “L’azione dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme si conferma un baluardo indispensabile per la sopravvivenza materiale e spirituale delle scuole, degli ospedali e delle parrocchie del Patriarcato Latino. Appartenendo con profondo orgoglio all'Ordine fin dal 2011, desidero esprimere un sentito ringraziamento alla luogotenenza per l'Italia Centrale, nella persona di S.E. cav. di Gran Croce Stefano Petrillo, alla nostra guida spirituale S.E. mons. Gr. Uff. Edoardo Aldo Cerrato (Gran Priore Coadiutore) e a don Giovanni Fusco per la presenza costante e il sostegno pastorale” aggiunge. “Questo viaggio si trasforma ora in una precisa missione politica e culturale: difendere la Terra Santa significa opporsi all'oppressione, denunciare le violazioni dei diritti umani e stare senza esitazioni dalla parte del popolo palestinese e della sua autodeterminazione. Rivolgiamo un invito urgente a tutti i fedeli e alle forze civili affinché non abbandonino questa terra e tornino in pellegrinaggio laddove possibile. Visitare questi luoghi non è solo un atto di fede, ma una precisa scelta politica e di solidarietà: significa rompere l'isolamento imposto ai cristiani e a tutti i palestinesi, impedire che i luoghi santi si riducano a musei senza vita e dare fiato a chi ogni giorno lotta per la dignità, la giustizia e la pace in Medio Oriente” conclude Monaco. (com/red)