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Legge elettorale, Azione dice no alla riforma. Pavone: "I cittadini non vogliono cambi"

07 settembre 2026 - 15:26

(ACRA) - Azione conferma la contrarietà alla riforma della legge elettorale regionale voluta dalla maggioranza e la estende alle proposte depositate dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle. La posizione è stata illustrata questa mattina nella Sala Ignazio Silone di Palazzo dell'Emiciclo, all'Aquila, dal segretario regionale e deputato Giulio Sottanelli, dal presidente regionale e membro della segreteria nazionale Raffaele Bonanni, dal vicesegretario regionale con delega all'organizzazione Giuseppe Di Pangrazio e dal capogruppo in Consiglio regionale Enio Pavone. Presente anche il capogruppo di Azione nel Consiglio comunale dell'Aquila, Fabio Frullo, e il referente Under-30 della Provincia dell’Aquila, Jonatan Shahini.  “Questa mattina leggevo i dati sul reddito medio degli abruzzesi: siamo quasi in fondo al confronto con le altre regioni", ha dichiarato Enio Pavone e aggiunto: "È lì che il Consiglio regionale deve impiegare tempo ed energie, non sulla riscrittura di una legge elettorale che nessun cittadino ci ha chiesto di cambiare”, ha detto il capogruppo. “Servono le leve, le norme e gli investimenti che rendano l'Abruzzo più competitivo: opportunità per i giovani, sostegno alle start-up e alle imprese, condizioni perché la regione torni a crescere. Le nostre motivazioni sono queste e sono già state messe agli atti in Aula e in Commissione".
L'analisi tecnica è stata affidata a Di Pangrazio. “Chi si ferma al collegio unico legge solo la superficie del provvedimento. Noi abbiamo guardato agli effetti che produrrà nel tempo, e sono effetti economici e sociali”, ha detto il vicesegretario. “L'Abruzzo è fatto di 305 Comuni: soltanto una ventina supera i 15 mila abitanti, tutti gli altri stanno sotto quella soglia. Collegio unico e tre preferenze insieme sono una miscela esplosiva: a scegliere i futuri consiglieri regionali saranno le segreterie dei partiti e i grandi agglomerati urbani. I piccoli centri perderanno ogni rappresentanza, e un cittadino che non ha più nessuno a cui rivolgersi si allontana anche dal voto". “Abbiamo voluto che a parlare fosse il vertice regionale del partito al completo”, ha detto Sottanelli. “Siamo contrari alla proposta della maggioranza e siamo contrari anche alle altre proposte di legge depositate. Non ravvisiamo la necessità di modificare uno strumento che funziona: con la legge vigente, la sera dello scrutinio si sa con certezza chi è il presidente della Regione e si sa con certezza chi sono i consiglieri eletti nelle quattro circoscrizioni provinciali. Il risultato è una rappresentanza distribuita su tutta la regione". (com/red)

 

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