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Call center Cup Treglio, Monaco: vicenda che grida giustizia

03 febbraio 2026 - 16:10

(ACRA) - "Quella del call center cup Treglio–Teramo è una storia emblematica di ciò che non dovrebbe mai accadere quando si parla di appalti pubblici, lavoro e servizi essenziali. Una storia di disattenzione, mancanza di visione, e soprattutto di assenza di responsabilità da parte della Regione Abruzzo. Da quasi due mesi, 11 lavoratori uomini e donne, padri e madri di famiglia si trovano in una condizione logistica, psicologica ed economica insostenibile. A causa delle modalità con cui è stato gestito il passaggio di appalto del servizio di call center sanitario, questi dipendenti sono stati di fatto trasferiti a oltre 100 km di distanza dal loro luogo di lavoro originario, senza alcuna tutela concreta, né soluzioni di prossimità. Di fronte a tutto questo, è stata chiesta l’immediata convocazione dell’azienda aggiudicataria del servizio, per un confronto diretto. Vogliamo capire se esistono margini per soluzioni alternative e immediate che evitino ulteriori disagi e scongiurino la perdita definitiva di posti di lavoro. Ma sia chiaro: non ci accontenteremo di risposte di facciata. Servono fatti, non parole. Servono scelte, non scaricabarile. Auspichiamo che si passi finalmente a una gestione concreta del problema. Le istituzioni devono tornare a essere presidio di giustizia, non fonte di incertezza. Sosterremo fino in fondo questa battaglia, perché è una battaglia giusta e sacrosanta. Per la dignità di chi lavora, per la credibilità della Regione, per il futuro di un modello di sanità pubblica che non può permettersi di perdere professionalità preziose. In un tempo in cui troppo spesso il lavoro viene trattato come una variabile secondaria, noi scegliamo di stare dalla parte delle persone. Sempre. Chi lavora nel settore pubblico, ancor più in ambiti delicati come la sanità, merita rispetto. Queste persone hanno garantito per anni un servizio puntuale, efficace e professionale, diventando un punto di riferimento per l’organizzazione dei servizi sanitari locali. E oggi, invece di essere valorizzate, vengono ignorate e costrette a condizioni insostenibili. Durante la Conferenza dei Capigruppo di oggi, ci saremmo aspettati una svolta. Invece, abbiamo assistito all’ennesimo rimpallo di responsabilità tra assessorati e strutture regionali. Nessun piano concreto, nessuna tempistica certa, solo l’eco di promesse vaghe e insufficienti. È chiaro a tutti che questa situazione è il frutto diretto di un appalto mal gestito, figlio di un’impostazione che non mette al centro il lavoro e la dignità delle persone. Un appalto che, anziché risolvere un problema, ne ha creati di nuovi trasformandosi di fatto in una trappola". E' quanto dichiara Alessio Monaco, Capogruppo AVS in Consiglio regionale. (com/red)

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