Industria Condividi

Consorzio industriale Chieti-Pescara, Paolucci-Di Marco: dalla destra ritardi e scaricabarile

11 maggio 2026 - 09:08

(ACRA) – “Quasi un anno per arrivare a una decisione già scritta, mentre le infrastrutture industriali del comprensorio Chieti-Pescara cadevano letteralmente a pezzi e imprese e cittadini venivano lasciati soli. È questa la fotografia impietosa che emerge dalla documentazione che porteremo in Commissione Vigilanza sulla liquidazione del Consorzio industriale Chieti-Pescara e sul subentro di ARAP. La Vigilanza servirà a questo ed è un’opportunità resa possibile dalla nostra attività, perché la Giunta ha deliberato senza dare alcuna indicazione concreta su modalità e tempi del passaggio”, dichiarano il capogruppo del Partito Democratico Silvio Paolucci, “che ha effettuato un accesso agli atti su ARAP” si legge in una nota, e il consigliere Antonio Di Marco, “promotori della richiesta di audizione in Commissione sullo stato del trasferimento delle competenze dal Consorzio all’ARAP”. “La destra regionale ha impiegato mesi per formalizzare la liquidazione coatta amministrativa del CSI nonostante le relazioni tecniche e finanziarie fossero disponibili già tra settembre e ottobre 2025” spiegano Paolucci e Di Marco, “illustrando lo scenario che porteranno in Commissione per avere risposte”. “Un ritardo inspiegabile rispetto ai termini previsti dalla stessa legge regionale approvata dalla maggioranza, che imponeva tempi molto più rapidi. Nel frattempo, però, la situazione delle strade industriali è precipitata. Le note ufficiali del Consorzio parlano di infrastrutture gravemente ammalorate, di buche trasformate in voragini e di rischi persino per la pubblica incolumità. Eppure la Regione, pur essendo pienamente consapevole del quadro, non è intervenuta in maniera risolutiva. Anzi, emerge un clamoroso scaricabarile istituzionale: la Regione chiarisce che le competenze restano al Consorzio in liquidazione e contemporaneamente demanda ai sindaci eventuali ordinanze di chiusura o limitazione del traffico. Una contraddizione inaccettabile” aggiungono. “C’è poi la questione dei fondi: la maggioranza ha sbandierato 20 milioni di euro per le aree industriali abruzzesi, ma dal riparto emerge un fatto gravissimo: zero euro per il comprensorio Chieti-Pescara, nonostante sia una delle situazioni più compromesse dell’intera regione e nonostante le richieste ufficiali del Consorzio stimassero in almeno 2,8 milioni di euro gli interventi urgenti necessari per garantire condizioni minime di sicurezza. Tuttavia, il danno prodotto dalla destra non è stato solo infrastrutturale. Il ritardo con cui la Giunta è arrivata alla decisione finale  - rilevano - ha generato per mesi una condizione di totale incertezza istituzionale e gestionale. Nessuno sapeva quale sarebbe stato il destino del Consorzio: fusione con ARAP o liquidazione, quali funzioni sarebbero state trasferite, con quali risorse, con quali garanzie e con quali tempi. Una situazione che inevitabilmente ha inciso anche sui rapporti con banche, fornitori, imprese insediate nelle aree industriali, soggetti impegnati in procedimenti autorizzativi e operatori interessati a investire sul territorio. La protrazione di questa incertezza può avere compromesso la credibilità stessa del sistema industriale del comprensorio Chieti-Pescara, indebolendo la capacità di programmazione e mettendo a rischio rapporti economici, finanziari e progettuali”. “È necessario capire se ci siano stati ritardi, sospensioni, difficoltà di accesso al credito, contenziosi o mancati investimenti dovuti all’assenza di chiarezza sull’assetto futuro del Consorzio e sul subentro di ARAP. Per questo la Commissione Vigilanza dovrà svolgere un approfondimento vero e sostanziale – concludono Paolucci e Di Marco – verificando il cronoprogramma reale del subentro operativo di ARAP, lo stato dei rapporti con i soggetti terzi, le misure adottate per garantire continuità amministrativa e progettuale, le risorse disponibili per la messa in sicurezza delle strade industriali e le ragioni del mancato rispetto delle tempistiche fissate dalla legge regionale. Qui non si parla solo di burocrazia: si parla di sicurezza pubblica, affidabilità istituzionale, competitività economica e responsabilità politica. E su tutto questo la destra regionale ha fallito e imprese e istituzioni territoriali sono parte lesa”. (com/red)

Notizie correlate